Chi Kazuo è? Tutto quello che devi sapere per fingere di conoscere il Premio Nobel 2017

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Tempo di lettura: 2 minuti e mezzo

Ogni anno, in Svezia, viene assegnato il Premio Nobel per la Letteratura. Diversamente dalle consolidate abitudini locali il premio viene consegnato già montato: non avanza nemmeno una vite.

Chi si interessa alle vicende letterarie attende il momento del Nobel con trepidazione e una punta di malcelato terrore, tormentandosi con l’annosa domanda: lo conoscerò? Avrò letto almeno un suo libro, il libro giusto, quello da postare su Facebook affermando grande/grandissima XXXX: le tue parole mi hanno cambiato la vita?

L’anno scorso è andata grassa. All’annuncio del premio a Bob Dylan cinquecento milioni di lettori (ascoltatori?) nel mondo si sono puliti la coscienza affidando al web un originalissimo “how many roads must a man walk down”  e risolvendo così la faccenda. Nel 2014, caso opposto, l’attribuzione del premio a Patrick Modiano ha generato sgomento: persino la moglie, interpellata, non ha saputo dire con l’esattezza chi fosse questo drammaturgo francese. E così via, di edizione in edizione, di storia in storia, di autore in autore.

A ogni Nobel il suo aneddoto, insomma. A ogni Nobel il suo terrore.

Il Nobel per la Letteratura 2017, l’anglo-giapponese Kazuo Ishiguro, è, forse, uno dei casi più drammatici della storia recente, almeno per me. Si tratta di un autore piuttosto noto, forte di alcune riuscite trasposizioni cinematografiche di suoi libri, con uno zoccolo duro di affezionati lettori nel mondo. Centinaia di post emozionati e grati hanno invaso i social facendomi sentire come quel marito la cui moglie se la fa con l’idraulico: possibile che lo sapessero tutti e io non mi fossi accorto di niente?

Punto nel vivo ho acquistato un libro (lo sto camminando proprio ora, come vedete) e ho deciso di lanciarmi di corsa sul web colto da frenesia documentativa. La condivido con voi. Scommetto che in tanti,come me, avrete inviato o ricevuto un whatsapp con il testo Chi Kazuo è? (e come me siete convinti, ma non lo dite in pubblico, che questo gioco di parole idiota faccia un sacco ridere)

Eccovi 5 trucchi universali che ho scoperto per sostenere una conversazione su Kazuo Ishiguro se non sapete nulla di Kazuo Ishiguro

  1. DIFENDETE HARUKI MURAKAMI

Sushi, uramaki e Murakami sono tre fa le parole giapponesi più note al grande pubblico. Esiste davvero una faida tra Murakami e Ishiguro? No, per nulla. Intanto diciamo che Ishiguro è nato sì a Nagasaki nel 1954 ma non è propriamente ‘giapponese’. Trasferitosi in Gran Bretagna all’età di cinque anni è da ritenersi a tutti gli effetti un autore britannico, per nulla (o minimamente, nei primi romanzi al limite) influenzato dalla cultura nipponica. Dal punto di vista stilistico Murakami e Ishiguro non c’azzeccano niente l’uno con l’altro. Si conoscono, inoltre, e almeno a parole si stimano. Ma a voi tutto questo non importa. Difendete Murakami. Difendetelo sempre. Tenete in tasca due o tre delle sue citazioni pronte all’uso. Teorizzate il complotto. Usate, al momento opportuno, il termine poteri forti. E tutti prenderanno la vostra parte, senza indagare oltre. Perché Tutti amano l’uramaki. (Murakami, cioè)

2.NON DITE MAI CHE QUEL CHE RESTA DEL GIORNO E’ IL SUO LIBRO PIU’ BELLO

Nel 1989 Kazuo Ishiguro ha scritto Quel che resta del giorno da cui è stato tratto l’omonimo film con Anthony Hopkins. Si tratta senza ombra di dubbio del suo libro più famoso. Attenzione però! Non cadete mai nel tranello di definire il libro più famoso di un autore “la sua opera migliore.”  Roba da dilettanti! Chi vi ascolta fiuterebbe il bluff, capirebbe che non avete letto nulla più di quello (o, come me, manco quello). Meglio se come opera da definirsi migliore trovate qualcosa di raro e sconosciuto, premurandovi di accertarvi che sia stata perlomeno tradotta in italiano. Un pallido orizzonte di colline del 1982 è il titolo adatto a zittire qualunque interlocutore. (Se vi chiede maggiori lumi sulla trama offritegli un Negroni)

3. SFRUTTATE GLI ARGOMENTI LATERALI

Kazuo Ishiguro ama i cani. Kazuo Ishiguro ama la musica. Kazuo Ishiguro ama Sherlock Holmes (particolarmente Il mastino dei Baskerville se siete a caccia di finezze). Sono tre argomenti fortissimi, lettori e lettrici. Indizi di straordinaria sensibilità. eccezionale gusto per la vita, commovente delicatezza. Tre argomenti laterali stupefacenti capaci di distogliere l’attenzione di chiunque dalla vostra conclamata ignoranza rispetto all’autore. “Kazuo Ishiguro dici? Certo che lo conosco. Che amore d’uomo: pensa che adora i cani, come me.” Siete salvi un’altra volta. In caso contrario c’è sempre quel Negroni.

4. LA PAROLA CHIAVE: ABISSO

‘Nei suoi romanzi di grande forza emotiva ha scoperto l’abisso sottostante il nostro illusorio senso di connessione con il mondo’. Questa è la motivazione con cui l’Accademia di Svezia ha accompagnato il premio. La parola chiave di tutta la vicenda è abisso. Abisso è parola densa che nasconde innumerevoli significati geografici, religiosi, metaforici, oceanici (vi regalo una chicca: Ishiguro padre era un oceanografo). Svicolate e fuggite dalla domanda centrale sfruttando tutto quello che un buon conversatore come voi può ricavare dalla parola abisso. Abisso: that’s the word!

5. LEGGETELO

Abbiamo scherzato (o no?) Adesso leggiamo. Passati i primi giorni in cui ci servono informazioni fresche e di uso immediato ora abbiamo la possibilità di andare in libreria e (come ho fatto io) dotarci di un suo libro. (Ps sono tutti esauriti ovunque: armatevi di pazienza). Scopriremo e scoprirete che Ishiguro può piacere o meno ma è un grande , grandissimo scrittore. Da leggere. Da sorseggiare come un buon brandy, davanti al camino. Da camminare, come piace fare a noi.

E fra un anno ci ritroveremo. Altrettanto sorpresi. Con un nuovo nome e vecchie difficoltà.

E ne usciremo alla grande.

Difendendo Murakami, come sempre.

 

 

 

 

 

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6 pensieri su “Chi Kazuo è? Tutto quello che devi sapere per fingere di conoscere il Premio Nobel 2017

  1. Cercando argomenti a caso sulla buona lettura su wordpress mi sono uscire due sorprese tra i primi due articoli. La recensione del libro precedente a quello di un mio gruppo lettura… Su cui abbiamo molto discusso giovedì…. E questo articolo che parla di Ishiguro… Di cui abbiamo discusso molto giovedì. Ho recensito qualche tempo fa un dei suoi libri: Non Lasciarmi. Devo dire che concordo con te, è un grande scrittore.
    Per quanto riguarda il resto… Non mi è mai arrivato il whatsapp “Chi Kazuo è?”… Ma credo che sia un problema di amicizie….prima di conoscere chi è il Nobel del 2017, dovrebbero sapere cos’è il premio Nobel…. 😀

    Piace a 1 persona

  2. L’articolo è molto divertente, io ho potuto apprezzare Ishiguro diversi anni fa con la lettura di Non lasciarmi e poi a seguire ho letto gli altri. Ad oggi mi mancano Gli inconsolabili (che forse è il migliore) e Quando eravamo orfani.
    Lo trovo un grandissimo autore che sa coniugare perfettamente l’alta letteratura con la semplicità necessaria a toccare le corde del mondo.

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